Se ieri pomeriggio digitavi «auto elettriche ztl roma» la prima risposta che ti dava il noto motore di ricerca era il rimando al sito romamobilita.it e al link «Roma Servizi per la mobilità» dove testualmente si diceva che «I veicoli a trazione esclusivamente elettrica possono liberamente e gratuitamente circolare all’interno di tutte le Ztl di Roma, senza che venga rilasciato un contrassegno cartaceo». La festa è finita, perché le notizie appena sotto informavano che il Comune di Roma ha deciso di fare - è proprio il caso di dirlo - macchina indietro e far pagare ai veicoli Bev (Battery Electic Vehicles) l’ingresso in quelle aree elettoralmente progressiste, per non dire fighette: il sindaco Gualtieri e la sua giunta di centrosinistra hanno deciso infatti che le auto elettriche pagheranno per entrare nella Ztl, e che le mild hybrid, cioé le ibride a metà, dovranno pagare per parcheggiare negli spazi blu. In poche parole si rimangiano tutto quello che avevano detto fino a poco tempo fa sulla rivoluzione verde dell’elettrico, sui suoi vantaggi, sugli incentivi e tutte quelle robe che ben conosciamo perché l’Europa ci aveva costruito la propria narrazione e che ci erano state vendute come «rivoluzione green di ecosostenibilità».