L’obiettivo è rilanciare la competitività dell’economia europea. E farlo concentrandosi sulla manifattura. È questo a cui sta lavorando la premier Giorgia Meloni insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Un’asse inedito, che spezza la storica vicinanza tra Berlino e Parigi, e che punta a raccogliere il consenso di altri Paesi per presentarsi compatti al prossimo summit Ue informale voluto dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, cui parteciperanno anche Mario Draghi e Enrico Letta, autori dei due Report sulla competitività e sul mercato unico. Il pre-vertice si terrà oggi al castello di Alden-Biesen, non lontano da Bruxelles, e il vero nodo ancora da sciogliere è la partecipazione del presidente francese Emmanuel Macron, a cui non va giù la sintonia tra la leader italiana e il cancelliere tedesco. Non a caso ieri Macron ha rilanciato il tema degli eurobond, proposta cara a Roma ma indigesta a Berlino.

Di certo, però, c’è che quella italo-tedesca, formalizzata nelle scorse settimane con l’incontro a Villa Pamphilj, non è una alleanza estemporanea ma bensì strategica, che ha già trovato attuazione in diversi voti in seno al Consiglio, come quello sull’allentamento dei vincoli sulla produzione di auto a benzina e in un atteggiamento più dialogante con gli Stati Uniti di Donald Trump. Senza contare che al momento con Parigi le relazioni sono ai minimi termini, come dimostra la volontà tedesca di ritirarsi dal progetto con Francia e Spagna del caccia Fcas per unirsi al rivale Gcap realizzato da Italia, Regno Unito e Giappone. Insomma l’iniziativa, convocata da Meloni e Merz, rappresenta un segnale politico preciso: Italia e Germania vogliono puntare sul rilancio della competitività del blocco comunitario. Al tavolo, oltre ai due Paesi promotori, sono attesi una dozzina di leader, in particolare dei Paesi dell’Europa settentrionale e orientale, insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.