“Merzcron”: nessun negromante nei paraggi né la parola astrusa per penetrare le segrete stanze dell’occulto. Più banalmente l’acronimo che a Berlino definisce il motore franco-tedesco, ingolfato da tempo insieme al progetto europeo di cui per decenni è stato il grande propulsore.
Friedrich Merz, il nuovo cancelliere europeista insediatosi nel maggio scorso, ed Emmanuel Macron, presidente francese di lungo corso ma popolarità calante, hanno provato ieri sera a cena a rimetterlo in moto. Lo hanno fatto non per consumata tradizione ma urgenza e stato di necessità.
Il mondo che ha fatto l’Europa è finito: quello nuovo le sta staccando l’ossigeno. O reagisce e cambia o si smonta e muore.
A remarle contro, ciascuno a modo proprio, c’è il triangolo sussultorio formato dall’America di Trump, dalla Russia di Putin, dalla Cina di Xi Jinping, decisi a rifare l’ordine mondiale a immagine dei propri interessi che passano sulla testa dell’Ucraina e dell’Europa inerme.
C’è però un altro triangolo in gestazione, unito da patti bilaterali tra i suoi interpreti, Francia, Germania e Gran Bretagna, decisi a riportare l’Europa dentro la cabina di regia del nuovo mondo. A non subire le direttive altrui.






