Dormire meglio grazie all’azione rilassante del sesso, senza alcuna controindicazione neppure prima di una competizione sportiva. Una notizia che potrebbe essere preziosa per molti atleti che partecipano alle Olimpiadi. Lo dice la scienza che, per la prima volta, ha indagato in modo sistematico il rapporto tra attività sessuale, sonno e performance negli atleti e smentisce la convinzione dura a morire che, prima di una competizione importante, meglio evitare il sesso.

“Siamo partiti da dati ben noti nella letteratura scientifica, riguardanti la popolazione generale, che evidenziano una relazione positiva tra l'attività sessuale e masturbatoria con raggiungimento dell'orgasmo e i parametri di sonno” ci spiega Jacopo Vitale, responsabile di ricerca al Campo Ludes di Lugano in Svizzera e associato di scienze motorie alla eCampus University di Como. Grande esperto di sonno e performance sportive, Vitale è l’esperto che ha cambiato il sonno al campione olimpionico Gimbo Tamberi.

“Ci siamo chiesti se anche per gli atleti l’attività sessuale o masturbatoria con o senza orgasmo potesse influenza la qualità del sonno, il tempo necessario per addormentarsi e la percezione della prestazione sportiva”.