Per dormire bene bisogna muoversi. L’attività fisica aumenta la produzione di melatonina, ormone che regola il ritmo sonno-veglia, e fa calare i livelli di cortisolo, noto come “ormone dello stress”. Migliora l’umore e favorisce un riposo più lungo e migliore. Lo segnalano varie prove, fra cui un ampio studio del dipartimento di psichiatria del Datta Meghe Institute of Medical Sciences, in India. Tanto che secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Cureus, l’esercizio dovrebbe essere parte integrante del trattamento di depressione e ansia, anche gravi. Eppure, ancora troppo spesso sottovalutiamo l’importanza del sonno. Ecco perché tutti – e anche specialisti e autorità sanitarie – dovremmo prestare maggiore attenzione a questo tema.
Umore e sonno, un legame biunivoco
L’attività fisica aumenta la produzione di neurotrasmettitori – messaggeri chimici del sistema nervoso – come endorfine, serotonina e dopamina. Queste sostanze migliorano l’umore e riducono ansia e stress. A sua volta, il benessere psichico contribuisce al buon sonno. “Non è un caso che la serotonina, sostanza chimica che promuove buonumore e serenità”, sottolinea Gianluca Rossato, neurologo e Responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, “sia un ‘precursore’ - ovvero venga poi convertita - della melatonina, sostanza che regola il ritmo sonno-veglia e che favorisce l’addormentamento. Durante l’esercizio fisico viene poi ridotta la produzione di cortisolo, con un maggiore rilassamento anche dopo la conclusione dell’attività”.






