Giornate frenetiche e agende fitte di impegni spesso scandiscono la nostra vita. Ritmo che in molti casi si ripercuote sulla qualità del sonno. Alla radice del dormire male ci sono ansia, stress, ma anche depressione e menopausa, che si traducono nella difficoltà ad addormentarsi oppure in improvvise interruzioni del ciclo del sonno fino alla vera e propria insonnia.
Centri benessere e Spa disegnano programmi ad hoc per chi vuole tornare a dormire. Siamo agli inizi, ma in futuro i protocolli diventeranno più numerosi. Dai singoli trattamenti a percorsi veri e propri di rieducazione al sonno, l’offerta intanto si rinnova e si amplia.
Dalle campane tibetane all’agopuntura, passando per i massaggi, i bagni in acqua termale e la crioterapia, ecco le strade percorribili.
Malminder Gill è una esperta del sonno di fama globale, terapeuta che ha sviluppato The Sleep Concierge, terapia per migliorare la qualità del sonno. Il programma include ipnoterapia e alimentazione personalizzate. Mandarin Oriental di Milano organizza consulenze ad hoc su richiesta. «Discutiamo delle difficoltà del paziente ed esaminiamo l’ambiente in cui dorme – dice -. Successivamente creo una sessione di ipnoterapia personalizzata che affronta blocchi mentali, ansie o altre problematiche». Le basi? «Circa 2-3 ore prima di coricarsi, spegnere tutte le luci principali e utilizzare lampade con luce morbida e calda – dice Gill -. E smettere di utilizzare dispositivi elettronici due ore prima di andare a letto. Come abbiamo imparato, la luce blu dei nostri telefoni e computer può stimolare il cervello, sopprimendo la secrezione di melatonina, che ci aiuta a dormire. Ma il buon sonno inizia fuori dalla camera da letto. Al risveglio meglio esporsi una ventina di minuti alla luce naturale, con una passeggiata o sedendosi vicino a una finestra e guardando fuori. Così il corpo produce ormoni in modo più efficace, favorendo un sonno migliore alla fine della giornata».






