Banca Generali ha chiuso il 2025 con un utile netto consolidato mai così alto, in crescita del 3,4% a 445,8 milioni di euro. Nuovo picco anche per le masse gestite e amministrate per la clientela, che hanno raggiunto quota 113,5 miliardi, in crescita del 9,3%, mentre la raccolta netta ha superato i 6,8 miliardi (+2,9%). «Siamo estremamente soddisfatti dei risultati conseguiti» ha commentato l'amministratore delegato, Gian Maria Mossa, «utili e masse mai così alti, accompagnati da uno sviluppo commissionale in crescita a doppia cifra, confermano la solidità e la sostenibilità del percorso intrapreso». Mossa è stato anche il primo manager del settore a commentare il rischio che l'intelligenza artificiale possa sostituirsi ai consulenti finanziari in carne e ossa dopo il lancio di Claude Opus 4.6, il nuovo modello Ai di Anthropic, e della applicazione Hazel presentata da Altruist.

L'idea che l'Ai possa fare da consulente finanziario in Italia non ha senso afferma e spiega che qua il risparmio è «un affare di famiglia» e «i clienti cercano consigli umani non l'interazione con una macchina». Il 2026, ha spiegato, è iniziato «con il passo giusto» e, ha aggiunto, «lo affrontiamo con fiducia e ambizione, consapevoli del contesto caratterizzato da crescenti incognite e volatilità, ma forti delle opportunità che ci consentono di rafforzare ulteriormente la distintività del nostro modello di business e del nostro percorso di sviluppo».