Una corsa contro il tempo che si è trasformata in un incubo. All'ospedale Monaldi di Napoli, un bambino di appena due anni e mezzo sta lottando per la vita in un letto di terapia intensiva, mentre la magistratura cerca di fare luce su un errore che appare incredibile: un cuore nuovo, che doveva rappresentare la sua rinascita, sarebbe arrivato a destinazione compromesso, «bruciato» dal ghiaccio secco utilizzato per il trasporto da Bolzano a Napoli al posto di quello comune. In attesa che le indagini chiariscano le responsabilità, la direzione della struttura ha sospeso in via cautelare due chirurghi dall'equipe dei trapianti.

Ghiaccio secco sul cuore da trapiantare per un bimbo di 2 anni: «È arrivato bruciato». Caccia ai responsabili

Il dolore della famiglia è ora accompagnato da un interrogativo che l'inchiesta dovrà sciogliere. Secondo quanto denunciato dal legale, l'avvocato Francesco Petruzzi, l'intervento sarebbe stato portato a termine nonostante l'organo fosse già deteriorato. «C'è da capire che cosa è avvenuto nella sala operatoria del Monaldi», spiega l'avvocato. «Ai genitori è stato detto che il trapianto era stato effettuato, facendo riferimento al nuovo organo impiantato, ma che c'erano stati dei problemi. Ma se quel cuore era compromesso, perché è stata presa quella decisione?». Una scelta drammatica, forse legata al fatto che il cuore del piccolo era già stato rimosso per far posto a quello del donatore.