Il tempo scorre e per il bimbo che ha ricevuto il cuore "bruciato" queste ore sono di vitale importanza. "Aspettiamo con ansia un organo nuovo per lui. Le ore passano e c'è poco tempo", è l'appello che arriva da Patrizia Mercolino, la mamma del bimbo di due anni ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli e trapiantato con un cuore arrivato inutilizzabile. È proprio lei a ricostruire i fatti. "Quando il piccolino aveva quattro mesi per un pianto un po' particolare siamo andati in ospedale e da lì è stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa. È stato in terapia intensiva qualche mese poi è tornato a casa con le terapie, in attesa del nuovo cuore".
In due anni il bimbo aveva vissuto una vita quasi normale. Poi la notizia della disponibilità dell'organo, il ricovero per l'intervento e la notizia che nessuna mamma vorrebbe sentirsi dare: l'operazione non era andata bene. "Il dolore - spiega - era troppo grande. Poi abbiamo iniziato a farci molte domande grazie all'avvocato. Ma nessuno ci ha detto niente. Le cose le abbiamo scoperte attraverso i giornali". A farle eco il legale Francesco Petruzzi: "Quello che è accaduto è gravissimo. Si stanno configurando lesioni colpose gravissime. Speriamo la figura di reato rimanga tale e non venga derubricata". Tra le "gravissime cause" che hanno portato alla situazione attuale, precisa l'avvocato, "l'utilizzo del ghiaccio secco invece di quello naturale per il trasporto dell'organo, che comporta temperature di meno 70 gradi, causando bruciature dell'organo da freddo".











