Il Consiglio dei ministri convocato per oggi pomeriggio alle 16 dovrebbe segnare una svolta decisiva nelle politiche migratorie del nostro Paese. Sul tavolo due provvedimenti collegati tra loro. Il primo il Ddl immigrazione che era stato stralciato nella scorsa riunione dell’esecutivo, in attesa che il Parlamento europeo votasse il “Patto europeo Migrazione e Asilo”. Cosa avvenuta nella giornata di ieri. Il provvedimento prevede una serie di novità. A partire dalla stretta sul ricongiungimento dei familiari, che diventerà più complicato e si fermerà ai parenti più stretti.

L’attesa però è soprattutto per due provvedimenti simbolo di questo governo. Il primo è il cosiddetto “blocco navale”. Un provvedimento che, da anticipazioni, darebbe la possibilità di interdire - per 30 giorni, prorogabili fino a sei mesi - l’attraversamento del limite delle acque territoriali, «nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale intesa come rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi», ma anche di «pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini». In questi casi i migranti potranno essere «condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi». Accordi che, almeno formalmente, non ci sono ancora, ma che verranno avviati subito dopo l’approvazione del ddl.