BELLUNO - «Per me un quarto posto vale come un podio”. Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno, “copia” Sergio Mattarella. Era il 23 settembre 2024 quando il presidente della Repubblica ricevette a Roma la squadra italiana di ritorno dai Giochi olimpici e paralimpici di Parigi. Non solo applausi ai medagliati – fu la sorpresa - ma pure a tutti gli atleti arrivati al quarto posto.
E il sindaco di Belluno, in scia, farà lo stesso: aprirà non le porte del Quirinale, ma quelle di Palazzo Rosso all’unica bellunese di città che non solo si era guadagnata l’onore di partecipare ai Giochi Olimpici gareggiando, domenica 8 febbraio, nel gigante parallelo di snowboard a Livigno, ma è arrivata a un soffio dalla medaglia di bronzo. Se Falcade, di certo, si prepara a festeggiare il terzo gradino del podio guadagnato dalla conterranea Lucia Dalmasso (l’evento è in programma sabato), Belluno non sarà da meno con la “sua” Elisa Caffont, atleta di Cavarzano in forza all’Esercito.
Sindaco, lei è stato atleta paralimpico, ha partecipato a tantissime competizioni internazionali, ha rappresentato l’Italia in 6 edizioni dei Giochi, ha vinto l’oro individuale nel 2012 alla Paralimpiade che si tenne a Londra, ma anche quello a squadra ad Atene 2000. Conosce, dunque, il tuffo al cuore nel cantare l’inno di Mameli, ma anche l’amaro in bocca: la sensazione di arrivare a sfiorare una medaglia che sfugge per un niente.












