BELLUNO - Il telefono comincia a squillare dalle 7 di mattina. Anche se in realtà i primi messaggi sono di una buona mezzora prima. «Per preparare la giornata e avere già idea di quali saranno i temi da affrontare. Per dare una scala di priorità e programmare fin da subito» dice Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno dal 2022. È a casa sua, a Sopracroda. Davanti al tavolo ha la colazione. Mangiata di corsa, tra una telefonata e l'altra. «Qui è così – si affretta a dire la moglie Edda, mentre sposta il portatile, da cui il marito ha appena finito di leggere le prime mail -. Siamo un'appendice del municipio. Lo siamo sempre stati, da quattro anni a questa parte. E ancora di più dopo che Oscar ha subito l'intervento che lo aveva tenuto lontano da Palazzo Rosso per qualche settimana». In effetti, la casa è diventata un pezzo di ufficio, dove pervengono le segnalazioni arrabbiate dei cittadini, le problematiche degli assessori. «E ogni tanto anche qualche soddisfazione per le cose fatte bene» dice il sindaco, con un mezzo sorriso. «Lui è un ottimista. Non so come faccia, ma ha una determinazione pazzesca. Senza, non potrebbe fare tutto quello che sta facendo. Soprattutto dopo l'operazione di dicembre». Edda non nasconde un velo di emozione, mentre sparecchia la tavola insieme al figlio Marcel, che segue tutto ciò che fa il papà, con curiosità e ammirazione. È lei che in queste settimane sta facendo da “autista” del sindaco. E difatti, dopo l'ultimo caffè (questo sì bevuto con la famiglia, senza interruzione di altre telefonate), è già ora di mettersi in macchina per andare a Palazzo Rosso.