PORDENONE - C'è chi ha paura di dimenticare e chi non vuole essere dimenticato. C'è chi si ritrova e chi riconosce un frammento della propria casa tra le macerie. C'è chi teme che la tragedia, ma anche la forza della ricostruzione, finiscano per sbiadire. È dalla tensione tra la memoria e lo scorrere tempo che nasce il gruppo Facebook Terremoto Friuli 6 maggio 1976, fondato sedici anni fa e che oggi raccoglie un flusso continuo di racconti, immagini e voci: un archivio collettivo dedicato al terremoto del 76 che conta circa settemila iscritti e che, come accade ogni anno avvicinandosi al 6 maggio, si anima. Ma nel cinquantesimo anniversario l'attività è iniziata prima ed è già intensa.

Il gruppo nasce da un'idea personale di Umberto Federico Lavia, che nel 1976 era giovane e il terremoto lo ha vissuto. «Mi sembrava bello creare uno spazio per raccogliere testimonianze e foto ha spiegato perché anni fa in rete non si trovava quasi nulla di digitalizzato». All'inizio poche immagini, qualche contributo sporadico. Oggi il gruppo è attraversato da tanti tipi di contenuti diversi: c'è chi carica fotografie scattate all'epoca spesso inedite, chi cerca luoghi e persone, chi prova a ricostruire un nome, un volto, una storia rimasta sospesa. Alcuni ricordi, ancora oggi, fanno male.