Prima di iniziare a leggere, contate fino a 59. Sono una vita intera, 59 secondi. Quelli in cui l’Orcolàt spalancò le fauci e inghiottì uomini e donne, case e chiese, un popolo e la sua cultura. Il 6 maggio sarà mezzo secolo dal terremoto del 1976: 990 morti, oltre 100mila senzatetto e sfollati, 18mila case distrutte, 75mila lesionate; 500 miliardi delle vecchie lire la prima stima dei danni, a cui aggiungerne altri 500 per le imprese e 300 per le opere pubbliche.
Da quei 59 secondi macerie e rinascita
La scossa del 6 maggio distrusse edifici, storia e cultura: Angelo Floramo rivive quell’estate «indiana» e Walter Tomada spiega il «modello Friuli»











