Iluoghi che hanno subito una devastazione causata da un terremoto non sempre (e non subito) sono tornati al livello di sviluppo precedente la tragedia.

Spesso sono rimasti a galleggiare nella stessa sospensione che si prova nell'esperienza del sisma.

Il Friuli, diventato per questo un "modello", è una eccezione: da area rurale e depressa, produttrice di braccia per emigrazione, con la ricostruzione si è trasformata in zona di crescita.

Vuoi per la tenacia della gente di montagna, vuoi per l'onesta e l'infaticabile voglia di lavorare dei "furlans", il commissario per il terremoto, Giuseppe Zamberletti, qui riuscì nell'impresa. Non avrebbe avuto uguale successo anni dopo con l'ancora più distruttivo sisma dell'Irpinia. A chi gli chiedeva la ragione della differenza con altri luoghi, rispondeva: "Ma lì c'erano i friulani".

Loro lo chiamano Orcolat, l'Orco, vive sottoterra e causa il sisma. Doveva essere fuori di sé 50 anni fa, il 6 maggio 1976, perché alle 21 si agitò per 59 secondi, e cambiò il Friuli.