Roma, 8 feb. (askanews) – Sanae Takaichi ha vinto la sua scommessa elettorale, anzi l’ha stravinta. Quando ha annunciato, il mese scorso, lo scioglimento della Camera dei rappresentanti, convocando elezioni politiche anticipate, evidentemente si rendeva conto di dover consolidare la sua maggioranza, quanto meno nel più importante dei due rami della Dieta nipponica, prima che la luna di miele con l’elettorato finisse. Ce l’ha fatta: il suo Partito liberaldemocratico (Jiminto) si è assicurato un’ampia maggioranza assoluta e, col partner minore di coalizione, il Partito dell’innovazione giapponese (Nihon Ishin no kai), supera i due terzi dei seggi.

La premier aveva messo in palio il suo stesso ruolo, annunciando che, se il Jiminto non avesse avuto una maggioranza assoluta in autonomia, avrebbe lasciato la poltrona. Nelle prime dichiarazioni, mentre si delineava la vittoria, Takaichi non si è concessa dichiarazioni magniloquenti, fedele a un approccio pragmatico che ha sintetizzato nel suo ormai famoso motto – “work work, work” – e ha annunciato che non intende rivedere la formazione di governo, toccando invece il tema molto pratico dell’imposta indiretta. “Il governo è stato formato solo da poco più di tre mesi. I ministri sono persone che ho scelto con convinzione e stanno lavorando con tutte le loro forze in questo momento. Non siamo in una situazione che richieda particolari modifiche”, ha affermato la premier intervista da Tv Tokyo.