Roma, 23 gen. (askanews) – Il Giappone andrà elezioni legislative anticipate l’8 febbraio, le seconde in meno di 16 mesi, dopo che oggi la premier Sanae Takaichi ha formalmente sciolto la Camera bassa, il più importante dei due rami della Dieta, in una mossa ad alto rischio.

Il voto si preannuncia tra i più imprevedibili degli ultimi decenni, dopo una serie di riallineamenti politici avvenuti negli ultimi tre mesi: la fine, in ottobre, della coalizione di governo durata un quarto di secolo, l’elezione della stessa Takaichi come prima donna alla guida del Paese e la nascita, questo mese, di un nuovo grande polo di opposizione.

La campagna ufficiale inizierà il 27 gennaio. I 16 giorni tra lo scioglimento e le urne rappresentano l’intervallo più breve dell’era postbellica, una tempistica insolita perché questo periodo dell’anno è normalmente dedicato al dibattito sul bilancio per il nuovo esercizio fiscale che comincerà in aprile.

Il voto costituirà un test decisivo per la leadership di Takaichi e per la capacità della coalizione al governo, composta dal Partito liberaldemocratico (Jiminto) e dal suo alleato minore, il Partito dell’innovazione giapponese (Nippon Ishin no kai), di ottenere un mandato forte in un clima segnato dal malcontento per il costo della vita.