Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
7 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:47
Lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 11 miliardi di euro grazie ai controlli sulle dichiarazioni fiscali e le liquidazioni periodiche Iva, insieme alla verifica e liquidazione degli atti del registro. Ma un confronto tra il nuovo Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 dell’ente e il vecchio Piao 2025-2027 rivela che l’aumento dei controlli automatizzati, che nel 2025 hanno riguardato 54 milioni di dichiarazioni contro i 50 dell’anno prima, non ha comportato un aumento degli incassi: nel 2024 erano stati lievemente superiori, a quota 11,1 miliardi. Ora si attendono i dati complessivi sul recupero di evasione messo a segno in corso d’anno: la data di presentazione, che cade sempre in febbraio, non è ancora stata fissata. Intanto, sempre stando ai dati del documento di programmazione, l’agenzia resta sotto organico di quasi 6mila unità.
Nel 2025 sono state inviate oltre 7,8 milioni di comunicazioni in seguito al controllo automatizzato delle dichiarazioni, 1,4 milioni di comunicazioni di invito alla compliance relative alla Lipe (quello che puntano a spingere i contribuenti a versamenti spontanei in regime di ravvedimento operoso), 600mila comunicazioni relative al controllo formale e altrettante conseguenti alla liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata, cioè non sottoposti alle normali aliquote Irpef progressive. Attività che hanno consentito di riportare in cassa “oltre 10,7 miliardi di euro“, mentre le attività di controllo e liquidazione degli atti del registro (contratti di compravendita di immobili e locazioni, successioni eccetera) hanno fruttato circa 300 milioni di euro.














