Nel bottino complessivo dei 36,2 miliardi di incassi da lotta all’evasione presentati mercoledì dall’agenzia delle Entrate c’è anche una componente legata a quelli che si potrebbero chiamare microcontrolli sulle dichiarazioni dei redditi e non solo. Microcontrolli però ad alto rendimento visto che hanno fruttato 8,7 miliardi di incassi (in crescita rispetto agli anni precedenti) a fronte di 8,7 milioni di comunicazioni di irregolarità trasmesse attraverso gli avvisi bonari: quasi 1.000 euro in media ottenuti per ogni segnalazione.
In realtà si tratta di un’attività capillare che ha messo sotto la lente 53,1 milioni di dichiarazioni tra quelle sui redditi (730 e modello Redditi di persone fisiche, società ed enti), i modelli 770 (ossia il modello dei sostituti d’imposta), i modelli Irap e Iva relativi agli anni d’imposta 2022-2024. Nello specifico si tratta del controllo automatizzato, ossia quel tipo di riscontro da cui possono emergere alcune incongruenze nella compilazione della dichiarazione: si va dagli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi alla mancata corrispondenza degli importi indicati con quelli versati in base ai modelli F24 presentati.








