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27 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:06
L’Agenzia delle Entrate aumenterà i controlli sostanziali sul pagamento di Iva e imposte dirette, rendendoli più frequenti “soprattutto per i settori di attività a maggior rischio di evasione”. E ne migliorerà la qualità utilizzando “in chiave predittiva” i dati e le informazioni a sua disposizione, da quelli delle fatture elettroniche ai corrispettivi telematici, dai flussi dei pagamenti elettronici alle comunicazioni Iva, per selezionare in anticipo i contribuenti a rischio. La promessa non è certo nuova ed è tutt’altro che chiaro quanto il fisco stia davvero procedendo lungo questa strada. Ma a ribadirla, in linea con quanto previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e da uno dei decreti attuativi della delega fiscale, è l’Atto di indirizzo per la politica fiscale 2026-2028 del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, appena pubblicato. L’analisi strategica dei dati “anche attraverso l’ausilio dell’intelligenza artificiale“, si legge nei paragrafi dedicati alla Prevenzione degli inadempimenti fiscali e contrasto all’evasione, “verrà impiegata per supportare i processi decisionali (umani) e consentirà un affinamento delle tecniche di analisi del rischio e una migliore selezione delle posizioni da sottoporre a controllo”.






