L’agenzia delle Entrate traccia il solco sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. E lo fa in nome di un principio guida: anche quando sarà consentito utilizzarla sarà necessario sempre una supervisione e una verifica umana dei risultati da parte di donne e uomini del Fisco. Con le linee guida sulle policy interne, volute dal direttore Vincenzo Carbone, le Entrate fissano dunque le regole per l’impiego delle nuove soluzioni a seguito della emanazione della legge italiana sull’Ai act (legge 132/2025) in vigore dallo scorso 10 ottobre, nell’ottica di gestire di pari passo la transizione tecnologica con il rispetto della privacy dei dati sensibili dei contribuenti. Lo stesso Carbone ha sempre rimarcato come l’intelligenza artificiale, se correttamente governata, possa offrire grandi opportunità in termini di ottimizzazione dei processi di pianificazione, di una efficiente allocazione delle risorse e di una automazione di azioni ripetitive e a basso valore aggiunto.
In questo senso con le nuove policy si conferma il divieto all’utilizzo di sistemi di Ai generativa in piattaforme disponibili pubblicamente, quindi non integrate nei sistemi dell’Agenzia, per produrre qualsiasi atto amministrativo, dagli accertamenti ai rimborsi.






