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Maxicorrezione nei conti 2025 e nessun dividendo. Il Titolo in Borsa crolla del 25%
Per Stellantis il momento della verità è arrivato e a caro prezzo: crollo delle azioni in Piazza Affari (-25,17% con quotazione a 6,11 euro) e ammissione di scelte strategiche, da parte della precedente gestione con a capo Carlos Tavares, troppo ottimiste su un presente e un futuro solo con auto elettriche e senza mai considerare la domanda effettiva dei clienti. Le conseguenze: prodotti cancellati o ritardati, linee produttive fermate o riconvertite, tagli a tutto spiano. Tali decisioni, alla fine, visto l'andamento di questo mercato, sono costate oneri per 22,2 miliardi e la messa in conto di una perdita netta tra 19 e 21 miliardi per l'esercizio 2025. Risultato: nessuna distribuzione di dividendo. L'ultima volta era accaduto nel 2020, ma lo stop alla cedola era derivato dalla situazione pandemica.
La capitalizzazione del gruppo presieduto da John Elkann, il cui titolo è arrivato a perdere quasi il 30%, è precipitata poco sotto quota 18 miliardi, i valori più bassi dalla fusione tra Psa e Fca nel 2021.











