Dopo le operazioni sindacate da primato rivolte alla platea degli investitori istituzionali, provenienti soprattutto dall’estero, il Tesoro torna con la puntualità di un orologio svizzero a concentrarsi sulle famiglie italiane. Il BTp Valore annunciato ieri che finirà sul mercato durante la prima settimana di marzo punta senza mezzi termini ad ampliare ulteriormente la quota di titoli di Stato italiani presente nei portafogli dei risparmiatori, che negli ultimi tre anni è già tornata a crescere dal 6% al 15% anche sotto la spinta di cedole di nuovo interessanti.
Caccia alla promozione in «Serie A»
Il ruolo del settore privato - famiglie appunto, ma anche imprese – è del resto cruciale per il destino dei conti pubblici italiani, non soltanto quando si tratta materialmente di trovare acquirenti per un debito che continua nonostante tutto a crescere. Lo è infatti anche quando si parla di rating e della caccia che l’Italia sta dando a quella «Serie A» perduta ormai più di un decennio fa, all’epoca della grande crisi del debito e dello spread BTp-Bund impazzito oltre 500 punti base.
Esclusa Dbrs Morningstar - unica finora ad aver riportato lo scorso ottobre il giudizio tricolore ad «A(low)» - è S&P Global Ratings l’agenzia in teoria più vicina al grande passo, visto che proprio una settimana fa ha migliorato le prospettive sul nostro debito da «neutrali» a «positive» che resta gusto un gradino sotto a «Bbb+». La decisione in questo caso non certo imminente, visto che le prossime finestre per un’eventuale promozione si apriranno a metà maggio e poi di nuovo a novembre, ma è significativo che S&P abbia più volte sottolineato l’importanza di famiglie e imprese nel processo di revisione.








