La sessione primaverile degli esami internazionali si chiude per i BTp con un upgrade, un miglioramento dell’outlook e una conferma.

L’unica fra le principali tre agenzie di rating ad aver mantenuto invariato il giudizio (BBB) è Fitch, che però aveva alzato da stabile a positivo l’outlook a ottobre, e nel 2021 aveva ristabilito in fretta con un aumento del rating la situazione precedente al downgrade piovuto a sorpresa in pieno Covid.

Le attenzioni delle ultime settimane si sono concentrate sulla promozione piena da parte di S&P Global Rating, che l’11 aprile ha aggiunto un «+» accanto alla tripla B.

Ma su un piano più complessivo è almeno analoga l’importanza della scelta comunicata nella tarda serata di venerdì da Moody’s: perché nella sua scala i titoli di Stato italiano occupano dal 2018 l’ultimo gradino (Baa3) nell’area dell’investimento sicuro, e nei momenti più difficili l’outlook negativo che accompagnava il rating aveva reso concreto il rischio di finire in quel «Non investment grade» che chiude i portafogli di molti grandi investitori internazionali.

Ora invece le prospettive sono positive, e al netto delle molte, pesanti variabili dello scenario globale girano lo sguardo verso un possibile upgrade che da parte di Moody’s manca dal 2002, e che allontanerebbe del tutto i BTp dalle parti meno solide della graduatoria.Il Tesoro si presenta quindi con una pagella più solida al nuovo appuntamento con i piccoli investitori in programma da martedì prossimo, quando inizia l’offerta dell’edizione numero 20 del BTp Italia, il grande classico fra i titoli rivolti in particolare a famiglie e risparmiatori domestici.