L’anno nuovo degli esami internazionali sui titoli di Stato prosegue com’era finito il vecchio. Nella tarda serata S&P ha alzato da «stabile» a «positivo» l’outlook che accompagna il giudizio «BBB+», attribuito ai BTp con la promozione dell’aprile 2025. Il miglioramento delle prospettive nasce dalla «resilienza» mostrata dall’Italia «di fronte all’incertezza commerciale e tariffaria», e confermata dagli «avanzi netti delle partite correnti» e dai «continui miglioramenti della posizione creditoria netta del Paese nei confronti dell’estero». Tutto questo mentre «il risanamento del bilancio sta progressivamente avanzando», e la ricchezza privata sostiene un’economia vista in crescita per quest’anno al +0,8%. «La traiettoria di maggiore credibilità dell’Italia non conosce soste», commenta a caldo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rimarcando ancora una volta che «il lavoro paga».
Verso la serie A
La decisione di S&P può mettere i nostri titoli di Stato sulla strada verso il ritorno in serie A anche fra le Big Three, dopo l’antipasto offerto a ottobre con l’upgrade a «A(low)» da parte di Dbrs. Nella scala di S&P quel livello è stato perso nel gennaio 2012 quando lo spread viaggiava stabilmente sopra i 500 punti e il governo Monti aveva appena iniziato la lotta per evitare al Paese lo spettro del default o la prospettiva di un soccorso internazionale. Un’era geologica diversa rispetto a oggi, con il differenziale rispetto al Bund che ora sonnecchia tranquillo a quota 61 mentre la domanda internazionale di bond governativi italiani risponde a ogni mossa del Tesoro risponde con richieste multiple rispetto all’offerta. Ed è la stessa agenzia che «se l’Italia continuasse a rafforzare la propria posizione finanziaria esterna e a ridurre il deficit di bilancio» un upgrade sarebbe alle viste.












