La crescita italiana batte tutte le tempi. Sia quelle della Commissione europea sia quelle dello stesso governo. E il Paese incassa anche da S&P Global il miglioramento dell'outlook sul proprio rating, che passa da stabile a positivo, nel solco della sequela di promozioni ottenute lo scorso anno. «La traiettoria di maggiore credibilità verso l'Italia non conosce. Il lavoro paga», è il commento del ministero dell'Economia e delle Finanze.
«Nonostante la persistente incertezza nel commercio internazionale, il settore privato continuerà a sostenere i surplus delle partite correnti» spiega l'agenzia che lo scorso aprile aveva alzato a BBB+ la propria valutazione sul rating italiano. Il settore pubblico m aggiunge, «dovrebbe ridurre gradualmente il suo indebitamento netto, avviando il debito su una lenta traiettoria discendente entro il 2028».
Le ultime statistiche sono di sostegno alla valutazione di S&P. Nell'ultimo trimestre dell'anno l'espansione economica ha ripreso ritmo e ha guadagnato due decimali più rispetto alle previsioni. Un rimbalzo che ha permesso al pil di chiudere il 2025 in salita dello 0,7% anziché dello 0,5% contenuto nei documenti di finanza pubblica.
I passi avanti erano già nei segnali arrivati nei giorni scorsi con i dati sulla produzione industriale e sulla fiducia di consumatori e imprese. Già il terzo trimestre era inoltre andato leggermente meglio delle stime preliminari che segnalavano un andamento stazionario della crescita, poi rivisto al rialzo.










