L’emissione di titoli di Stato italiani continua a catalizzare l’attenzione degli investitori. Il ministero dell’Economia, dopo aver raccolto pochi giorni fa ordini record da 157 miliardi di euro per un nuovo BTp quindicennale collocato tra gli investitori istituzionali globali, si rivolge al mercato dei piccoli risparmiatori, annunciando che tra il 2 e il 6 marzo collocherà un nuovo BTp Valore (il settimo) destinato esclusivamente alle famiglie.
La situazione italiana
Ma al di là del successo delle aste, un dato emergente sta cambiando il peso dei BTp nel portafoglio delle famiglie italiane. Secondo Eurostat (2021-2024), la struttura del debito pubblico lordo per settore di detenzione mostra significative differenze tra gli Stati europei. L’Italia si posiziona tra i Paesi con la maggiore esposizione del risparmio privato al debito pubblico: nel 2024 il 12% era detenuto in forma diretta dalle famiglie. Questa incidenza è raddoppiata rispetto al 2021, quando la percentuale si fermava al 6,5 per cento.
Inoltre la quota sale fino al 14,5% considerando i titoli delle amministrazioni pubbliche detenuti a settembre 2025 dal complesso di famiglie e imprese non finanziarie, in base ai dati contenuti nell’ultimo supplemento «Finanza pubblica: fabbisogno e debito» della Banca d’Italia.







