dalla nostra inviata

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Fosse per il bianco, quasi non la si noterebbe, nella distesa candida di neve fresca. Invece il verde e il rosso sì che spiccano, sulla lampada che profila i civici dal 502 al 517, omaggio tricolore al patriottismo sportivo. Fra gli Stati Uniti e il Liechtenstein, ecco il quartiere dell’Italia: la squadra di casa, «the home team» come si dice qui al villaggio olimpico di Fiames, la residenza nella Conca d’Ampezzo di 1.400 atleti di Milano Cortina 2026. Non tutti, visto che Federica Brignone e le altre azzurre dello sci alpino hanno preferito l’hotel Franceschi in centro, ma tant’è. Se c’è un posto dove batte il cuore dei Giochi, è fra queste 377 case-mobili da 16 metri quadri ognuna, brandizzate con tutti i colori e i motti del mondo, a cominciare dai valori olimpici stampigliati su qualche vetro: «Solidarietà, inclusione, uguaglianza, pace, rispetto».

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A partire dai Cinque Cerchi, dove posano per la foto i campioni nordestini del curling Stefania Constantini e Amos Mosaner, è tutta una sequenza di alloggi e palestre, bar e mense, ambulatori e lavanderie, sale di preghiera e zone di meditazione, lunga 1,3 chilometri e larga 300 metri, un’opera da quasi 30 milioni affidata da Simico alla cordata guidata dalla brianzola Crippa Campeggio, in associazione temporanea di imprese con l’olandese Losberger De Boer e la bellunese Fratelli De Pra. Ogni nazione ha la sua bandiera, il suo slogan. il suo simbolo. «Forza Cina!», si auto-incoraggia in italiano il panda della Repubblica Popolare Cinese. Invece gli statunitensi giocano sull’omografia di “Us”, che significa sia “United States” che “noi”, per lanciare in inglese una raffica di messaggi auto-celebrativi tipo questo: «Guardate gli Usa/Guardateci fare la storia». Di fronte alle superpotenze, Trinidad e Tobago se la cavano con la sagoma delle due isole («Bellissime»), mentre sulle porte bussano gli operatori del servizio in camera: «Room service».