dalla nostra inviata
CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) È come se, nelle 377 abitazioni di un quartiere, i 1.400 inquilini azionassero tutto quanto e tutti insieme, nello stesso istante. Luce accesa, acqua corrente, riscaldamento funzionante: non succede, ma se succede... Beh, per capire che cosa accadrebbe, assistiamo allo stress test del villaggio olimpico di Fiames. Alloggi illuminati, rubinetti aperti e termoconvettori attivi, ma non salta niente. «Per le casette la prova è stata superata, anche meglio del previsto, per cui in questi giorni la completeremo pure per gli edifici polivalenti ed entro la prossima settimana consegneremo l’intera struttura alla Fondazione Milano Cortina 2026, per gli allestimenti finali», sorride Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico e commissario di Governo, in sopralluogo con gli atleti delle Nazionali italiane di bob, skeleton e slittino, che in una pausa degli allenamenti visitano quella che sarà la casa loro (e degli staff) durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi.
Tra il Pomagagnon e Tofana, su quella che era l’elisuperficie poi trasferita ad Acquabona, risuonano le sirene d’allarme, con il messaggio in inglese, francese e italiano: «Attenzione, per la vostra sicurezza evacuate immediatamente l’edificio, utilizzando l’uscita più vicina». In aggiunta al test pensato per esasperare l’utilizzo degli impianti, viene provato anche il meccanismo di emergenza e a quanto pare funziona pure quello, mentre faretti, lavandini e scaldasalviette vanno pressoché al massimo. Paride Casagrande, direttore tecnico del cantiere, ci accompagna su e giù per l’area lunga 1,3 chilometri per una larghezza media di 300 metri: «Abbiamo iniziato con 180 unità abitative, circa metà del totale, che è già una misura importante: tutti i sistemi hanno retto perfettamente, solo la pressione dell’acqua è leggermente più bassa nelle ultime casette. Ma per l’acqua abbiamo pensato a tutto, anche al posizionamento di 6 cisterne di accumulo al di là del collegamento diretto con l’acquedotto, a disposizione anche dei vigili del fuoco per eventuali criticità. Nel frattempo abbiamo collaudato pure il sistema di scarico, con un impianto meccanico che abbiamo realizzato fuori terra, osservando che non ci sono problematiche tipo interruzioni di linea o perdite di sorta».






