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3 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:44

Sarà il grigiore di Milano, saranno tutti i cantieri dello scalo di Porta Romana che lo circondano, ma da fuori il Villaggio Olimpico non è esattamente appariscente e invitante. È stato costruito da Coima di Manfredi Catella, indagato nella maxi inchiesta sulla gestione dell’urbanistica nel capoluogo lombardo. Dopo i Giochi, il casermone diventerà uno studentato e pare che non ci siano già più posti liberi. Le stanze sono impilate una accanto all’altra, una sopra l’altra, in varie palazzine tutte grigie e senza balconi. Sono essenziali, hanno tutto quello che serve a un atleta, magari meno per uno studente. Ma queste sono considerazioni che riguardano il futuro della struttura, quando spariranno gli stendardi olimpici e le varie bandiere delle nazioni presenti a Milano: per il momento, ci pensano loro ad addobbare le palazzine, colorando finestre e scale esterne.

Superata la Village Plaza e l’area ricreazione, sulla destra rispetto alla piazza principale del Villaggio Olimpico di Milano, c’è la sala dei capi delegazione. Qui, periodicamente, si tiene una riunione per risolvere le beghe condominiali tra Nazionali: “i finlandesi fanno troppo casino”, “sul nostro piano l’acqua è tiepida” e altre cose di questo tipo. Poco più avanti, a sinistra, ecco lo spazio dedicato ai servizi di concierge: si può chiedere il cambio asciugamani, nuove lenzuola, perfino un altro materasso. Già, dopo le polemiche per i letti di cartone a Parigi 2024, qui c’è un’attenzione massima per l’argomento. Gli atleti, tramite vari video sui social, hanno già dato feedback molto positivi, sia sulla qualità dei materassi sia in generale sul Villaggio Olimpico, che in fondo è pensato per loro. E grazie a loro si sta colorando, provando – almeno per le settimane dei Giochi olimpici – a smettere i panni del casermone grigio.