Il Villaggio olimpico e paralimpico di Milano brulica, le polemiche restano fuori dai cancelli e tra i vialetti si parla solo di sport.

Sono 42 le nazioni che per quasi un mese hanno preso casa nei due edifici (hanno la forma di un pettine a 3 denti, uno di fronte all'altro) che costituiscono la parte residenziale del villaggio: qualcuno ha appeso la bandiera alle finestre, qualcuno sui ballatoi che uniscono le palazzine, gli Usa srotolano uno striscione giù per quattro piani ma la geopolitica resta fuori dai cancelli: Israele o l'Ucraina non fanno sapere dove sono le loro camere e gli atleti russi sono presenti sotto la bandiera del Cio, come Athlètes Individuels Neutres.

Il Team Italia, nella palazzina F, è riconoscibile anche da lontano con una vetrofania centrale, ci dà il benvenuto Enzo Bartolomeo, per la missione Coni responsabile del cluster Milano, e ci permette un breve tour tra le camere, arredate con un stile minimal nordico ma spaziose e luminose. La delegazione italiana, 77 atleti delle due squadre di hockey, lo speed skating, lo short track e il figure skating e altre 55 persone di staff, ha a disposizione quattro piani (su 7) della palazzina F, in 'condominio' con la Slovacchia, l'Austria e l'Australia.