Che il clima orienti le traiettorie culturali è una verità intuitiva, ma non lo fa sempre nella stessa direzione. Per comprendere, in particolare, come questo fattore abbia condizionato la cultura dell’uomo moderno, dal momento e nei luoghi in cui resti fossili e materiali lavorati segnano la sua prima comparsa, Francesco D’’Errico, Sara García-Morato, Maria Fernanda Sánchez-Goñia e Dunia H. Urrego hanno condotto una ricerca multisciplinare, appena pubblicata in “Communications Earth & Environment” che, oltre a chiarire molti aspetti di questo rapporto, restituisce una serie di tasselli mancanti in un periodo cruciale per la nostra specie: la sequenza dettagliata e coerente del clima del Sudafrica nel corso del Medio Paleolitico, tra 300 e 40 mila anni fa.

La storia sommersa della vegetazione del Sudafrica

L’indagine ha preso la questione, come si suol dire, molto alla larga, il che ne segnala anche la forte novità metodologica. E’ partita dalla datazione dei paleopollini che il Limpopo e l’Orange, i massimi bacini fluviali della regione, hanno drenato nel loro contrapposto decorso e sedimentato lungo i due margini costieri, Est e Ovest, del Sudafrica. La ragione scientifica di questa inconsueta analisi, affidata alle competenze specialistiche della paloeoclimatologa Sánchez-Goñia, è che laggiù, su fondali marini antichi e particolarmente quieti, i pollini hanno una permanenza più stabile (tecnicamente, subiscono meno processi tafonomici) di quelli depositati a terra. Quindi, rappresentano un affidabile e dettagliato archivio delle coperture vegetali che si sono succedute sull’intero subcontinente. La storia geoclimatica così ottenuta permette di contestualizzare la distribuzione e la cronologia dei reperti di cultura materiale disponibili, nonché di rileggere, in modo più coerente con gli ecosistemi, le straordinaria varietà di soluzioni e la velocità d’innovazione tecnologica e simbolica caratteristica delle comunità umane nel periodo in esame. Infine, è servita anche a correggere un “bias”, un pregiudizio che fino a oggi non aveva mai vacillato… forse perché nessuno lo aveva messo in dubbio.