PADOVA - Ribolle. Su una scala grafica in cui il valore 200 è associato al rosso tipico degli indicatori di temperature da canicola, la casa di reclusione di Padova segna 155 mentre la Casa circondariale tocca quota 137. Numeri che, però, non indicano i gradi interni ma il tasso di sovraffollamento del Due Palazzi di Padova, teatro in questa settimana di due suicidi (sono 21 negli ultimi ventuno anni) e di un'aspra polemica politica cominciata con la decisione dell'amministrazione penitenziaria di chiudere il reparto di massima sicurezza della Casa di reclusione e trasferire i ventitré detenuti in altri istituti d'Italia.

Uno di loro, Giuseppe Pietro Giovanni Marinaro, 73 anni, in carcere da oltre 40 anni per mafia, da 18 a Padova, non ha retto all'ipotesi di ricominciare da un'altra parte e si è tolto la vita la notte tra il 27 e il 28 gennaio alla vigilia del trasloco. Negli anni Ottanta era stato un boss della 'ndrangheta. Poi, nella notte tra giovedì e venerdì un altro suicidio, quello di Matteo Ghirardello, 33 anni, detenuto ordinario, che non ha visto futuro anche attaccano i sindacati per la situazione troppo pressante in fatto di presenze nelle celle.

Eccoli, allora, i numeri ufficiali di una situazione che ha portato il carcere padovano alla ribalta in fatto di cronaca: sono quelli del ministero della Giustizia e sono aggiornati al 21 gennaio. Nella Casa circondariale (che ospita i detenuti in attesa di condanna) a fronte di 188 posti regolamentari e uno non disponibile, ci sono 256 detenuti che spiegano il tasso del 137% di sovraffollamento. Ci sono 68 stanze (3 delle quali destinate a portatori di handicap) e ciascuna ha una doccia (che quindi viene condivisa da tutti gli ospiti) con bagno e una sola presa elettrica per locale. Poi 3 sale colloqui, 2 ludoteche e 1 area verde. In fatto di spazi comuni e impianti ecco 6 aule, 5 palestre, 2 campi sportivi (su uno dei quali gioca Pallaalpiede, la squadra dei detenuti), 2 biblioteche e 1 laboratorio. Ci sono poi due locali per la professione del culto di fede: una cappella frequentata da un centinaio di persone e una stanza per i musulmani, autogestita, e usata da una settantina di islamici.