PADOVA - Ventitré detenuti dell’alta sicurezza del carcere di Padova trasferiti dal giorno alla notte in altri penitenziari. Il Due Palazzi declassato, un recluso a vita impiccato in cella, le proteste delle tante realtà del terzo settore che ci lavorano e il rimpallo delle responsabilità amministrative e politiche della scelta. Quella di ieri è stata una giornata lunga e faticosa dentro e fuori la casa di pena padovana.

Da martedì sera era iniziata a circolare la notizia di un trasferimento di tutti i detenuti dell’alta sicurezza. Parliamo quindi soprattutto di persone condannate all’ergastolo o comunque con pene lunghissime, che in 24 ore hanno fatto le valigie per traslocare ieri tra Parma, L’Aquila e Nuoro.

Questo per decisione del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che ha reso attuativo un provvedimento del 2015 poi mai eseguito.

Provvedimento che all’epoca aveva previsto il declassamento del Due Palazzi a carcere di media sicurezza, tanto da allertare la dirigenza dell’epoca per iniziare ad organizzare lo spostamento di detenuti del calibro di Donato Bilancia e di vari boss mafiosi detenuti a Padova.

Spostamento poi mai avvenuto, tant’è che lo stesso serial killer ligure al Due Palazzi ci è morto nel 2020 a causa del Covid. Nei giorni scorsi l’improvvisa accelerazione del Dap, che sembra aver preso in contropiede anche il governo centrale.