PADOVA - Manifestazione ieri mattina (28 gennaio) di fronte alla Casa di reclusione Due Palazzi contro l'improvviso trasferimento di una ventina di detenuti del settore di Alta sicurezza. A protestare per quella che è stata definita «una deportazione illegale» associazioni e cooperative che operano in carcere, il garante dei detenuti del Comune, il Sap e la Commissione carcere dell'Ordine degli avvocati. Una decisione, come è stato ribadito a più voci, che ha interrotto percorsi di rieducazione ed ha sradicato delle persone da un luogo dove avevano tessuto relazioni. Anche il suicidio del 73enne avvenuto ieri mattina è stato definito una tragedia annunciata in conseguenza del trasferimento.
«Siamo qui a piangere la deportazione di 22 persone e la morte di una persona, è una giornata triste, dolorosa, qualcuno sta piangendo per questa morte, frutto di un gesto disumano - commenta Nicola Boscoletto della coop Giotto - il trasferimento andava pianificato, queste persone sono in carcere da 30 o 40 anni. Questa è deportazione, i loro effetti dentro un sacco nero della spazzatura e via su una corriera».
Una situazione che stupisce anche gli agenti di polizia penitenziaria e avrà conseguenze sul lavoro, come sottolinea Giovanni Vona, segretario nazionale del Sap, sindacato di polizia penitenziaria. «Le conseguenze sono molto serie, perché cambia completamente il metodo di lavoro all'interno di quel reparto, molto probabilmente si andrà verso una sezione che accoglierà detenuti di media sicurezza - spiega Vona -, aumenterà il carico di lavoro già eccessivo della situazione attuale con 23mila giorni di congedo ordinario ancora da smaltire, con un ricorso al lavoro straordinario, pari a 6mila ore al mese».











