Guanciale, pomodoro e pecorino, è l’amatriciana. A distanza di dieci anni dal distruttivo terremoto che ha scosso la terra del Centro Italia, colpendo in maniera drammatica Amatrice, è stata ufficialmente istituita la giornata internazionale dell’amatriciana, lanciata dall’associazione dei ristoratori e degli albergatori di Amatrice. Si celebrerà il 6 marzo: ogni anno questo giorno sarà dedicato alla valorizzazione di uno dei primi piatti italiani più amati. La data scelta cade in concomitanza con l’anniversario del riconoscimento “Specialità tradizionale garantita Stg” da parte della Commissione Europea, avvenuta proprio il 6 marzo 2020.

"Per noi l'amatriciana non è solo un simbolo di eccellenza gastronomica - ha spiegato il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi durante la conferenza stampa di presentazione -, ma rappresenta soprattutto il volano della ripartenza socio-economica di Amatrice e delle sue frazioni. È un brand che dobbiamo sfruttare per la ripresa morale del territorio, che ha bisogno che tornino le persone a viverlo e che lavorino ristoratori, albergatori e tutte le attività della zona".

La celebrazione della prima giornata internazionale dell’Amatriciana Tradizionale, insieme al fitto programma di iniziative che si allungheranno anche nelle giornate successive del 7 e 8 marzo, vuole così portare, attraverso un piatto amato da tutti gli italiani, una ventata di positività sul territorio duramente colpito dal sisma, che non ha mai smesso di lottare e impegnarsi per il ritorno alla tanto agognata normalità. "Questa tre giorni non è solo un'occasione di promozione di un brand noto – ha sottolineato il commissario per la ricostruzione Guido Castelli in video collegamento –, ma l'inizio di un percorso legato a una scadenza importante: i dieci anni dal terremoto. Stiamo recuperando terreno, ma la sfida vera è ricostruire il nesso fiduciario tra comunità, società e istituzioni".