Addio dottor Google, sulla salute i giovani preferiscono Chatgpt. E' questo uno dei dati più interessanti che emerge da “Salute Artificiale”, uno studio che documenta con dati inediti l'irruzione dell'intelligenza artificiale con strumenti come ChatGPT, Gemini e Claude nelle abitudini sanitarie quotidiane degli italiani. I risultati, presentati a Milano nella sede di Assolombarda, mostrano una trasformazione già in atto, profonda e per molti versi inattesa. Se da una parte è ormai scontato il fatto che praticamente tutti gli italiani (il 94,2%) cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI colpisce appunto l'avanzata dell'intelligenza artificiale nel mondo della salute - proprio ChatGpt ha da poco annunciato la sua versione “ChatGpt Salute” - ma anche il fatto che i medici sono sempre di più sotto “assedio digitale” da parte dei propri pazienti visto che oltre l'85% si informa prima e dopo la visita medica e soprattutto più di un italiano su dieci cambia da solo le cure prescritte dal medico informandosi on line.

L'avanzata dell'IA nelle ricerche sulla salute

L'indagine - realizzata su di un campione di 993 italiani rappresentativi della popolazione da Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido - ribadisce innanzitutto come la ricerca online sulla salute non è più un'eccezione: è la norma. Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI. Di questi, oltre la metà (53,3%) lo fa con frequenza regolare. Ma il dato più straordinario riguarda l'Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%). Un'adozione fulminea, considerando che ChatGPT è stato lanciato solo nel novembre 2022 e ora è in procinto di lanciare la sua versione dedicata interamente alla Salute. Quello che colpisce è poi la spaccatura netta tra generazioni. Tra i giovani (18-34 anni), l'AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Tra gli over 54, il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l'AI si ferma al 26,1%. “Non si tratta di una differenza marginale, ma di due modelli completamente diversi di rapportarsi all'informazione medica”, spiega Antonio Preiti, autore della ricerca. “I giovani dialogano con l'AI come fosse un consulente sempre disponibile. Gli adulti mantengono l'approccio tradizionale della ricerca su Google. È una frattura destinata a ridefinire la medicina dei prossimi anni.”