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Redazione Salute

Il 61% degli specialisti, il 61% dei MMG e il 37% degli infermieri ha usato la Gen AI, quasi sempre piattaforme generaliste. Il 36% dei cittadini usa la Gen AI per cercare informazioni su problemi di salute, farmaci o terapie. L’11% utilizzerebbe ChatGpt Salute

La spesa per la Sanità Digitale in Italia nel 2025 raggiunge i 2,7 miliardi di euro, segnando un incremento del 9% in un anno e confermando la trasformazione tecnologica del settore sanitario, secondo la ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano. Terminati gli interventi del PNRR, all’Italia resta un patrimonio di infrastrutture (come piattaforme di Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, Cartelle Cliniche Elettroniche) da utilizzare, ma si pone ora il nodo della sostenibilità: nel post PNRR un terzo delle strutture pubbliche teme un ridimensionamento dei progetti avviati, evidenziando una situazione di incertezza nel percorso di trasformazione digitale della sanità.Sempre più professionisti sanitari adottano strumenti digitali nella pratica clinica quotidiana: il 69% dei medici specialisti, coinvolti nella ricerca svolta in collaborazione con AMD, AME, FADOI, Merqurio e SIMFER, utilizza la Cartella Clinica Elettronica, mentre il 48% dei medici specialisti e il 30% degli infermieri, coinvolti nella ricerca svolta in collaborazione con FNOPI, accede al Fascicolo Sanitario Elettronico. Il 29% dei medici specialisti e dei Medici di Medicina Generale, coinvolti nella ricerca grazie alla collaborazione con la FIMMG, hanno effettuato televisite, ma meno di un terzo dei professionisti utilizza piattaforme dedicate all’uso sanitario.In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale accelera senza aspettare che il sistema sia pronto, perché professionisti e cittadini la usano, spesso al di fuori di qualsiasi perimetro governato. L’AI Generativa oggi è impiegata dal 61% degli specialisti e dei Medici di Medicina Generale e dal 37% degli infermieri, ma quasi sempre vengono utilizzate piattaforme generaliste non progettate per l'uso sanitario. Dalla ricerca svolta in collaborazione con Ipsos Doxa su un campione rappresentativo della popolazione italiana, emerge che il 36% dei cittadini utilizza chatbot basati su AI per cercare informazioni su salute, farmaci e terapie. E l’evoluzione tecnologica procede più rapidamente delle competenze: un terzo dei medici specialisti è consapevole del rischio di «allucinazioni» della Gen AI, ma solo il 17% riesce a riconoscere contenuti manipolati artificialmente.