Calma e gesso. Se stavate pensando di portare anelli e collane dal vostro compro -oro di fiducia per sfruttare l’impennata del metallo giallo e mettervi in tasca un bel gruzzolo, fermatevi un attimo, respirate e riflettete. A giudicare dall’andamento dei mercati nelle ultime giornate, infatti, il bene rifugio per eccellenza ha acquistato una volatilità che lo fa somigliare più ad un rischiosissimo bitcoin che ad un investimento sicuro. L’oro, che lunedì 26 aveva superato la soglia di 5mila dollari l’oncia, appena tre giorni dopo era già a un soffio da 5.600 dollari sulla piazza londinese, salvo poi invertire di colpo la rotta: venerdì 30 è crollato fin sotto 4.700 dollari, con ribassi che hanno superato il 12%, un affondo così non si era mai più ripetuto dal 1983. E lo stesso è accaduto all’argento, che nella stessa seduta è arrivato a perdere più del 30%, ripiegando intorno a 77 dollari l’oncia: venerdì 23 aveva superato di slancio 100 dollari e aveva poi continuato a correre durante la settimana, fino a superare 120 dollari. La retromarcia è proseguita anche ieri. Con l’oro sceso del 3,5% intorno ai 4.600 dollari. E l’argento scivolato del 6,5% a 76 dollari l’oncia.
È crollato l’unico punto fermo della finanza? Non è detto. Nonostante la volatilità, l’oro rimane un “bene rifugio” apprezzato in momenti di instabilità, e sebbene il mercato stia attraversando una turbolenta fase di correzione, gli esperti ritengono che, nel lungo periodo, il metallo giallo potrebbe tornare a guadagnare valore. Tuttavia, per chi desidera investire in questo momento, gli esperti consigliano cautela e ponderatezza.












