Immaginate di sentirvi ubriachi senza aver bevuto una goccia di alcol. Per alcune persone, questo è realtà. Si chiama Auto-Brewery Syndrome (ABS), o sindrome della fermentazione intestinale, riscontrata per la prima volta nel 1952 in Giappone, una condizione rara in cui l’intestino trasforma i carboidrati ingeriti in etanolo, creando un vero e proprio “birrificio interno”.

Chi soffre di ABS può manifestare sintomi molto simili all’intossicazione alcolica: sbalzi d’umore, confusione, vertigini, difficoltà di coordinazione, nausea, gonfiore, problemi gastrointestinali e cognitivi. Alcuni casi diventano noti perché le persone presentano alcol nel sangue pur non avendo bevuto, con conseguenze sociali, lavorative e persino legali.

Alla base del fenomeno c’è uno squilibrio del microbiota intestinale, la popolazione di batteri e lieviti che vivono nel nostro intestino. In chi soffre di ABS, alcuni microrganismi come Saccharomyces cerevisiae, Candida, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae proliferano e fermentano gli zuccheri trasformandoli in alcol. Fattori che favoriscono la sindrome includono uso prolungato di antibiotici, diete ricche di zuccheri e carboidrati, problemi gastrointestinali come la SIBO (crescita batterica eccessiva nell’intestino tenue) e malattie metaboliche o epatiche che riducono la capacità dell’organismo di metabolizzare l’etanolo prodotto.