Èil Truman Show che impazza a sinistra. Torino? Una plateale messa in scena. L’assalto agli agenti di polizia? I manifestanti con il cappuccio si sono dovuti difendere, altro che pestaggio di gruppo. Di chi è la responsabilità? Chiaro: di Giorgia Meloni (o degli immancabili servizi segreti). Askatasuna? Compagni (che non sbagliano) insofferenti al governo di destra. Vanno arrestati? È meglio integrarli, in fondo fanno anche cose buone. La fine della storia? Il vero pericolo è l’Ice, continuiamo a manifestare per quello. Si chiede l’editorialista di Repubblica Concita De Gregorio: «A chi giova, a chi conviene che un poliziotto sia aggredito?». Morale: «È la strategia della tensione, lo abbiamo visto nei decenni». D’altra parte è Luca Bottura, l’umorista con il “manganello” (contro i moderati), rubrica fissa su La Stampa, a fornire una “realistica” versione dei fatti. O meglio, a rinverdire la stagione della controinformazione, condividendo sui social la cronaca del corteo pubblicata sul quotidiano il Manifesto. «Il poliziotto ha subito due colpi di martelletto, non di martello»: la precisazione rilanciata da Bottura. Insomma, poche lagne: che vuoi che sia. La linea, d’altra parte, l’aveva data un’autorità in materia, Sigfrido Ranucci, che, ospite di Massimo Gramellini su La7, ha esposto la sua “Bibbia”: «Il governo sa chi sono i violenti ma non interviene prima per giustificare le misure repressive».