Altro che “antagonista”. La sinistra che scende in piazza per Askatasuna, sfila gomito a gomito con i ragazzi dei centri sociali, guarda con sufficienza ai poliziotti aggrediti, feriti, presi a martellate in testa, dovrebbe ascoltare con attenzione quanto spiega davanti alle telecamere, senza timore alcuno, tale Andrea De Marchi.

Chi? Chiederà lecitamente qualcuno. Semplice: un dirigente nazionale CARC, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. Sigla assai attiva quando c’è da scendere in strada. Intervistato da una inviata di Mario Giordano a Fuori dal coro, su Rete 4, l’esponente rosso riflette su quanto accaduto a Torino e a Milano ed espone il suo manifesto politico: «Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo Paese con ogni mezzo necessario e possibile e renderlo ingovernabile! Torino è un punto di partenza per una nuova lotta, per nuovi obiettivi più avanzati. Riconosciamo legittime tutte le forme e i modi che il movimento operaio e popolare del nostro Paese si dà per protestare. Quel che è accaduto in quella situazione (il poliziotto preso a martellate a Torino, ndr) è che a un Rambo gli ha detto male». Più chiaro di così non si potrebbe.

FUORI DAL CORO, "MINACCE GRAVISSIME": LA SCELTA DI MARIO GIORDANO, CHE SERVIZIO NON VA IN ONDA