BELLUNO - Si continua a parlare del bambino lasciato a piedi e costretto a camminare per sei chilometri sotto la neve. Sabato lo ha fatto l’attore Paolo Ruffini al teatro comunale Dino Buzzati in entrambi gli spettacoli, che hanno fatto il tutto esaurito con due standing ovation per Din Don Down: «Ma quelli che stavano là e che quel male lo hanno accettato e hanno continuato quel viaggio?». Invece è il senatore Luca De Carlo, che si appella allo spirito olimpico e propone: «Anche l’autista sia invitato all’inaugurazione. Ha capito lo sbaglio, è stato perdonato dalla madre».
Sono le parole del senatore di Fratelli d’Italia all'indomani dell’invito a partecipare venerdì alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici 2026 a Cortina da parte del presidente di Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò all’undicenne cadorino lasciato giù dalla corriera sulla tratta Calalzo-Cortina. Bambino che è tornato alla sua routine: ieri ha gareggiato al Grand Prix Lattebusche di Auronzo, nella categoria Cuccioli, per il club Dolomiti Cadore di San Vito, senza però classificarsi. «Partendo dal fatto che un undicenne non può mai essere lasciato a piedi in strada, non si può non sottolineare come l’autista abbia capito di aver sbagliato, ammesso il suo errore e chiesto perdono alla famiglia del ragazzino, scuse – da notizie di stampa – accettate dalla madre. Al netto delle responsabilità che si è assunto e di quelle che potranno essere doverosamente accertate poi, non è stato di certo piacevole vedere come quest’uomo negli ultimi giorni sia stato al centro di un pesante linciaggio sui media e sui social. É una storia che ha colpito la comunità bellunese e che spinge a ragionare su tanti temi ma, al tempo stesso, può diventare anche una questione “olimpica”, nel senso più profondo dei valori dei Giochi». Se è vero che lo spirito delle Olimpiadi può ispirare tutti noi, De Carlo aggiunge: «Può spronarci a migliorare e, soprattutto, renderci uniti nelle sfide comuni, allora lancio un appello alle istituzioni direttamente interessate: valutate la possibilità di invitare anche l’autista all’inaugurazione dei Giochi Olimpici a Cortina insieme alla famiglia del giovane studente. Non si tratta di giustificare o assolvere qualcuno, ma di far trionfare il buzzatiano spirito di Olimpia».













