FOGGIA – Dalla malattia alla rinascita fino al mondo del volontariato. "Non bisogna mai perdere la speranza e soprattutto bisogna tener duro, combattere e credere nella medicina e nei progressi della scienza". Sono le parole di Stefania La Daga, 52 anni, volontaria dell'Associazione contro le leucemie, linfomi e mieloma (Ail) a Foggia da oltre 15 anni. Stefania ha deciso di raccontare la sua storia di speranza, forza e impegno in vista del World Cancer Day (giornata mondiale della lotta contro il cancro) che ricorrerà il 4 febbraio.

"Ho conosciuto la malattia, un linfoma di Hodgkin (un tumore del sistema linfatico) all'età di 29 anni nel 2002. Ero sposata da un paio di anni e avevo mio figlio di due anni - ricorda – Un semplice esame di sangue rivelò la presenza della malattia. Sono seguiti sei cicli di chemioterapia durante i quali ho perso i capelli, che è stata la parte più difficile, decidendo di indossare anche una parrucca. Poi cicli di radio, fino alla remissione della malattia e alla scoperta, durante i controlli negli anni successivi, anche di un melanoma, curato e sconfitto".

"In quei lunghi anni - rimarca Stefania - ho avuto il sostegno totale della mia famiglia, mio marito, i miei genitori, i miei suoceri. Nonostante tanti pianti e tanti momenti di sconforto, ho sempre affrontato tutto con il sorriso. Ricordo che terminavo i cicli di chemioterapia e volevo uscire per evadere, per cercare vita. I miei familiari mi dicevano di riposare, invece io uscivo. Se non avessi avuto questa malattia non avrei conosciuto l'Ail qualche anno più tardi durante una delle manifestazioni di piazza per la raccolta fondi. Per me è diventata una seconda famiglia".