Una nuova cura, potenzialmente rivoluzionaria, che può cambiare il modo di trattare il tumore al fegato: colpire la malattia dall’interno, senza bisturi e con un recupero rapidissimo. È questo il cuore di MioLive 2026, evento internazionale dedicato alla radiologia interventistica oncologica, ospitato a Roma tra l’Auditorium e il centro congressi Europa dell’Università Cattolica, come racconta Il Messaggero. Medici provenienti da tutta l’area mediterranea seguono procedure trasmesse "live" e si confrontano sulle tecniche più avanzate contro i tumori epatici.
Giunto all’undicesima edizione, il congresso mostra come la radiologia interventistica stia ridefinendo le cure oncologiche. "La radiologia interventistica si candida a diventare la chirurgia del futuro: stessa efficacia, ma con un impatto molto più lieve per il paziente spiega Roberto Iezzi, docente all'università Cattolica, direttore della Radiologia interventistica avanzata del Policlinico Gemelli e ideatore del congresso insieme alla professoressa Evis Sala e al professor Luigi Natale Grazie all'imaging avanzato riusciamo a raggiungere il tumore con precisione, entrando nel corpo attraverso vasi sanguigni o piccoli accessi percutanei".







