Martedì 24 marzo, anno del Signore 2026 PRF, Post Riforma della Giustizia. Al referendum – si è votato ieri e l'altro ieri – ha vinto il “sì”. Come predetto su Repubblica il 30 gennaio da Roberto Saviano, il profeta di Spaccanapoli e non solo, «le organizzazioni mafiose prosperano». Hanno iniziato subito. Don Vito Corleone ha già rilevato una catena di ristoranti – ha fatto un'offerta che non si poteva rifiutare –, l'ha chiamata “Alla Riforma”, pasta alla separazione delle carriere e sarde a beccafico, ma non c'entra il governatore campano. Tony Montana spadroneggia nei night club: «In questo Paese devi prima fare i soldi, poi quando hai i soldi hai il potere.
Poi quando hai il potere hai le donne». Ieri sera, su di giri dopo che alla “Maratona Mentana” avevano detto che il “no” ormai era spacciato – non c'è stato l'effetto Marisa Laurito, oppure sì – Montana ha attaccato briga con un cliente: «Ordine? Tu dai a me un ordine? Amigo, l'unica cosa a questo mondo che conta davvero sono le palle. Tu ce l'hai le palle? Eh?». Al Capone ha preso la residenza tra Angri e Castellamare di Stabia, terra dei genitori, e si è messo in politica. I cartelloni col suo slogan elettorale adornano mezza Italia: «Puoi ottenere molto con un sorriso, ma puoi ottenere molto di più con un sorriso e una pistola». Bang bang, come l'Ice (“la milizia” del ciuffone), come ora potrebbe accadere in ogni istante nelle nostre città, o almeno avevamo capito così dal messaggio su Facebook del magistrato Rocco Maruotti, segretario generale dell'Anm e sostituto procuratore a Rieti.











