Ma dimentica l’ampia letteratura intorno ai trent’anni precedenti, caso Palamara compreso. Anni in cui l’ “azione giudiziaria” è scaturita troppe volte dalla volontà politica di abbattere quello che di volta in volta era ritenuto l'Avversario (do you remember Silvio Berlusconi?). Per creare dividendi politici a beneficio di una sinistra manettara, imbevuta della smania gramsciana di egemonizzare i gangli del potere, magistratura compresa. Chi ha strumentalizzato l'azione giudiziaria, dunque? E poi, se si sostiene il teorema Saviano, cioè che attraverso la separazione delle carriere si indebolirebbe la lotta alla mafia, dovremmo mettere all’indice anche le parole che seguono, l’argomento è l’assetto tra magistrato giudicante e requirente: “Chi, come me, richiede che siano due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’Esecutivo”. A pronunciarle fu Giovanni Falcone. Non serve altro. Saviano ritenti, magari sarà più fortunato.
Referendum, lo scivolone di Saviano che dimentica Falcone
Sapete l’ultima? Se vince il sì al referendum si indebolisce la lotta alla mafia. Firmato: Roberto Saviano. Nell’allegra mostrifica...







