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23 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:41

Il “cauto ottimismo” di maniera che lascia spazio in fretta a occhi lucidi, abbracci e sorrisi. Dopo un’oretta di scaramanzia iniziale, man mano che i dati delle urne indicano una vittoria solida del No, un’ondata di gioia mista a sollievo invade la sede dell’associazione antimafia Libera, un ex cinema confiscato dove l’Associazione nazionale magistrati ha scelto di aspettare i risultati del referendum sulla riforma Nordio. “Abbiamo fatto un miracolo”, è il concetto ripetuto in varie forme. Enrico Grosso, il giurista torinese scelto dalle toghe come frontman del “loro” comitato Giusto dire No, è emozionatissimo: “È stato un capolavoro collettivo”, dice parlando al Fatto dopo una decina di interviste tv. Se lo aspettava? “Devo dire di sì. Nella mia vita ho sempre scommesso su una ancestrale saggezza inconsapevole del popolo: gli italiani, senza saperlo, riescono sempre a salvare se stessi“, sorride.

Prima, in conferenza stampa insieme al presidente del comitato Antonio Diella, Grosso aveva risposto così alla domanda del Fatto su vincitori e sconfitti del voto: “Ha vinto la Costituzione, ha perso chi la voleva cambiare per affievolire le garanzie di autonomia e di indipendenza della magistratura e quindi mettere a repentaglio quel principio scritto dietro gli scranni di ogni giudice nei tribunali: la legge è uguale per tutti. Se qualcuno ha voluto mettere in discussione quel principio, quel qualcuno oggi è stato sconfitto”, il giurista. Che esordisce ringraziando “tutti gli elettori per questa straordinaria prova di democrazia“: “Erano anni che non si vedevano così tante persone a votare, ci è stato detto che gli italiani avevano perso ogni affezione verso la cosa pubblica. L’idea che questo nuovo entusiasmo sia stato suscitato da una questione che ha direttamente a che fare con la Costituzione, lasciatemelo dire, da costituzionalista mi emoziona“, afferma. E sottolinea anche “il dato del voto giovanile”, in larghissima maggioranza per il No: “Il fatto che i giovani, che si diceva essere sempre meno interessati dalla politica, si siano così entusiasmati per la loro Costituzione mi ha davvero allargato il cuore“. E rivendica: “Abbiamo trattato gli elettori da adulti e gli elettori hanno saputo rispondere da persone adulte. La maggioranza degli italiani ci ha premiato per la nostra sincerità“.