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Ultimo aggiornamento: 15:20

“Ha fatto benissimo Gratteri a dire che mafiosi e massoni deviati voteranno Sì al referendum sulla giustizia perché è la pura verità. Sicuramente i mafiosi sono ben contenti di qualcosa che diminuisca il potere della magistratura”. Sono le parole pronunciate a Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, da Salvatore Borsellino, fondatore del Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992.

Salvatore Borsellino apre il suo intervento, disapprovando coloro che tirano fuori il nome del fratello e di Giovanni Falcone per propagandare il Sì alla riforma Nordio: “Sulla separazione delle carriere il timore di mio fratello Paolo è che venisse alterata l’indipendenza dalla magistratura, a cui Paolo teneva moltissimo. Pensava infatti che una separazione delle carriere avrebbe potuto portare i pm sotto l’influenza del potere politico e questo per Paolo era un pericolo che voleva assolutamente scongiurare già a quei tempi, quando ancora di separazione delle carriere non si parlava”.

E aggiunge: “Citano le parole di Giovanni Falcone dicendo che favorevole alla separazione delle carriere, ma è una falsità. Giovanni Falcone si riferiva a un contesto completamente diverso da quello di oggi, quando, peraltro, era in atto la riforma del codice penale. Lui parlava non di separazione delle carriere, ma di separazione delle funzioni: lui stesso era passato più volte dalla magistratura inquirente alla magistratura giudicante”.