Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, torna a schierarsi contro la riforma della giustizia in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Intervistato a Radio 24 nel corso del programma 24Mattino, il magistrato smonta uno per uno i pilastri del provvedimento: dal meccanismo di sorteggio per il Csm ai costi della nuova architettura istituzionale, fino al rischio di un pubblico ministero sganciato dalla cultura della giurisdizione. Il punto che più lo indigna riguarda la composizione del Consiglio superiore della magistratura. "La cosa che più mi scandalizza è il sorteggio del Csm", attacca Gratteri. Il meccanismo prevede che i componenti togati vengano estratti a sorte tra tutti i pm e tutti i giudici italiani; ma per i laici la procedura è diversa: "ogni partito si sceglie 5 nomi, 10 nomi, poi si estraggono da un'urna". Una distinzione che per il procuratore svuota di senso l'intera operazione: "E questa è una truffa, non è un sorteggio”. Una posizione, precisa Gratteri, maturata nel tempo: "Tre anni fa ero a favore del sorteggio, ma oggi non sono favorevole a questo tipo di sorteggio per il quale il Parlamento sceglie tutti i nomi dell'elenco. E quindi, a prescindere da chi poi viene effettivamente sorteggiato, saranno tutte persone che rispondono alla logica dei partiti. A me questo non pare un sorteggio".
Referendum, Gratteri perde di nuovo il freno: “Il sorteggio del Csm è una truffa”
Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, torna a schierarsi contro la riforma della giustizia in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Intervistat...










